MARCO LEGALE DELLE STARTUP

Marco legale delle startup

La Camera dei Deputati, lo scorso martedì 11.05.2021, ha approvato il Progetto di Legge Complementare nº 146/2019, conosciuto come Marco Legale delle Startup e dell’Imprenditoria Innovativa (“Marco”), che mira a definire le regole per il funzionamento del settore delle startup nel Paese.

Il Progetto di Legge sarà quindi sottoposto alla promulgazione presidenziale, essendo stato accolto con entusiasmo dagli attori del settore, giacché introduce, tra i suoi filoni, misure per stimolare la creazione di imprese di innovazione e stabilisce incentivi per chi vuole investire nel segmento.

Esistono anche misure per promuovere l’approvvigionamento di capitale per gli investimenti nell’imprenditoria innovativa e, inoltre, regole su offerte e contrattazione di soluzioni innovative da parte della pubblica amministrazione brasiliana.

Il texto approvato definisce le startup come organizzazioni imprenditoriali o societarie che attuano, nello specifico, nell’innovazione applicata a prodotti, servizi e modelli di business. 

Oltre alla definizione, il progetto determina che le aziende che abbiano conseguito un fatturato lordo fino a R$ 16.000.000,00 nell’anno precedente e che siano registrate nel Registro Nazionale delle Persone Giuridiche da ameno 10 anni siano considerate startup. Il Marco determina che la società che rivendichi la condizione di startup debba aver dichiarato nel proprio atto costitutivo (o modificativo) l’utilizzo di modelli di business innovativi per la generazione di prodotti o servizi, o, in alternativa, debba essere stata inquadrata nel regime fiscale speciale denominato Inova Simples (come previsto dall’articolo 65-A della Legge Complementare n. 123, del 14 dicembre 2006).

Per quanto riguarda specificamente il finanziamento, il progetto prevede che le startup possano contare su risorse di investitori (persone fisiche o giuridiche) che non partecipano effettivamente al capitale sociale, né tantomeno alla direzione/amministrazione di tale startup, i quali sono definiti dal testo come “investitori-angelo”. Il grande vantaggio per tali investitori è che non saranno responsabili per gli obblighi della startup (nemmeno in caso di recupero giudiziario o ricorsi giuslavoristi, ad esempio), salvo in caso di dolo, frode o simulazione di investimento, saranno remunerati nella misura dei loro apporti e potranno anche partecipare alle delibere in carattere strettamente consultivo, nonché avere accesso alla contabilità, inventario, bilanci, libri contabili e posizione di cassa, il che garantirà loro la sicurezza giuridica, riducendo il rischio connesso a questo tipo di contrattazione.

Sempre con l’obiettivo di stimolare il settore, il progetto permette che le startup partecipino a gare d’appalto con la pubblica amministrazione brasiliana, con lo scopo di contrattare persone (fisiche o giuridiche) per lo sviluppo di soluzioni innovatrici, con o senza rischio tecnologico.

Un’altra definizione introdotta dalla Marco, che mira a dare impulso all’attività delle startup, è il cosiddetto sandbox regolamentare, che determina le condizioni speciali e semplificate affinché le persone giuridiche possano ricevere l’autorizzazione temporanea dagli organi competenti per sviluppare modelli di business innovativi e testare tecniche e tecnologie sperimentali, nel rispetto dei criteri e limiti preventivamente stabiliti attraverso una procedura semplificata.

Il Marco sarà sottoposto a procedimento di promulgazione presidenziale, affinché vi sia una versione definitiva del regolamento.

Bianca Siciliano de Lima.